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Credito – Artigianato – Sviluppo

Le caratteristiche e l’impianto amministrativo della microimpresa – in particolare, di quella artigiana – hanno spesso dato luogo ad un rapporto critico e conflittuale con il sistema creditizio. L’accordo banca-impresa è risultato fortemente spinto in direzione di un prevalente ricorso a più onerose forme di finanziamento a breve, associate ad un tendenziale eccesso nelle garanzie richieste.

La sommarietà degli obblighi contabili previsti in passato dalla legge rendeva infatti problematica la definizione degli elementi di bilancio, ostacolando una razionale valutazione delle posizioni artigiane quanto agli aspetti del fabbisogno, degli strumenti e del rischio. Il carattere, spesso forzosamente estemporaneo, delle decisioni d’investimento rendeva inoltre difficile una gestione tempestiva delle più appropriate soluzioni di finanziamento.

Nel sistema creditizio italiano, d’altronde, la pur notevole “intelligenza finanziaria” è rimasta a lungo separata rispetto alla front line rappresentata dal personale di sportello o di filiale. Lo sviluppo di strumenti innovativi a supporto delle attività  economiche si è quindi concentrato quasi esclusivamente sulle necessità emergenti delle imprese maggiormente strutturate e meglio “leggibili” da parte del management bancario.

Lo sviluppo parallelo di strumenti sempre più sofisticati per la gestione del risparmio individuale e familiare, anche di limitata entità, dimostra tuttavia che quella “intelligenza finanziaria” era incorporata nel sistema, pur riuscendo ad interpretare incisivamente le problematiche della clientela più frazionata solo in termini di raccolta.

Ha dell’artigianato una forte inclinazione all’autosufficienza; ha degli artigiani una forte capacità di creare circuiti di collaborazione e solidarietà . Esse hanno costituito, fin dagli anni della ricostruzione, il presupposto di iniziative volte a coprire, con uno sforzo organizzativo da parte della domanda, le difficoltà registrate nell’accesso al credito: nasce così la ormai quarantennale esperienza dei Consorzi Fidi e delle Cooperative di Garanzia.

Lo sviluppo recente, che una legislazione e un mercato finanziario notevolmente più aperti hanno consentito al sistema creditizio, trova riscontro nelle accresciute e più sofisticate necessità  delle imprese artigiane che, divenute a loro volta protagoniste in molti segmenti del mercato, rappresentano oggi un quinto dei beni e servizi vendibili prodotti dal sistema-Italia e quasi un quarto dell’export.

Collaborazione, autosufficienza e solidarietà  fra gli artigiani sono gli stessi presupposti che hanno condotto alla costituzione di FEDART FIDI: alla nascita, cioè, di un soggetto unitario capace di promuovere e accompagnare lo sviluppo del modello Confidi in una prospettiva di sistema.

FEDART FIDI può quindi proporsi oggi come interprete centrale dei traguardi quantitativi e qualitativi imposti dal nuovo scenario operativo e consentiti dalla rinnovata sensibilità  degli interlocutori, così da porre tutte le competenze e le risorse disponibili al servizio dei nuovi obiettivi di sviluppo oggi possibili per l’artigianato e per il Paese.