Approvato il bilancio UNIFIDI e promosso un convegno sui Confidi: Dalla crisi allo sviluppo. Il Ruolo di Unifidi Emilia Romagna
La crisi economica del 2009 -e i l suo perdurare nel 2010- ha rivalutato il ruolo dei confidi per favorire l’accesso al credito alle imprese.
Come è stato riconosciuto anche dal Governatore di Banca d’Italia, la stretta della recessione è stata attenuata dai Confidi, che hanno mitigato gli effetti della congiuntura negativa sul tessuto produttivo sostenendo con la massima efficacia e tempestività l’economia reale del nostro Paese.
Un effetto della crisi è stato l’incremento delle richieste di finanziamenti agli istituti di credito per liquidità e questo ha comportato un aumento dell’operatività dei confidi.
In Emilia Romagna il maggior impegno profuso per le imprese da garantire è stato quello di UNIFIDI, il consorzio regionale di garanzia che associa oltre 70mila imprese e che ha chiuso l’esercizio 2010 con un aumento di operatività del 16 %, garantendo oltre 12 mila imprese, con un capitale sociale di 28,5 milioni di euro e un patrimonio di 64 milioni di euro: questi, in sintesi, i dati presentati dal Direttore generale Domenico Menozzi.
Dopo i dati positivi del Bilancio 2010, che ha visto UNIFIDI concedere garanzie per un miliardo di euro di finanziamenti, prosegue il trend positivo del primo trimestre d’attività, che supera del 12 % lo stesso periodo dell’anno precedente.
La funzione di garanzia a sostegno delle esigenze finanziarie delle imprese è spesso collegato a varie forme di agevolazione pubblica, volte a contenere il costo per le imprese: UNIFIDI, come gestore del Fondo Regionale di Co-Garanzia e intermediario del Fondo Europeo degli Investimenti, consente alle imprese di contenere i costi della garanzia. Il Presidente Sergio Capatti ha evidenziato come la garanzia di un intermediario finanziario vigilato da Banca d’Itala, come è UNIFIDI, sia poi maggiormente gradita dagli Istituti di credito che possono effettuare un minor accantonamento patrimoniale a parità di impieghi generando, di conseguenza, benefici per le imprese garantite in termini di accesso al credito e di costi.
In occasione della presentazione del Bilancio consuntivo 2010, UNIFIDI ha promosso un convegno sul ruolo svolto dai Confidi per accompagnare le imprese nel loro sviluppo nonostante la crisi economica, che, pur se in via di riduzione, non è ancora conclusa.
Ai soci intervenuti e ai rappresentanti di Banca d’Italia, degli Istituti di credito, delle Associazioni sindacali regionali CONFARTIGIANATO e CNA, rappresentate rispettivamente dal Presidente Marco Granelli e dal Segretario Gabriele Morelli, è stata presentata la ricerca 2010 di Fedart Fidi sugli strumenti di garanzia.
Leonardo Nafissi ha messo in luce come la necessità di rispondere alle normative internazionali e nazionali abbia visto contrarsi, tramite fusioni e aggregazioni, il numero dei confidi esistenti in Italia. Contrazione che, come si vede per UNIFIDI, non significa riduzione, ma aumento di operatività in relazione all’aumento di patrimonio. Gli attuali 166 confidi del mondo dell’artigianato e della PMI hanno superato i 7miliardi di euro di finanziamenti garantiti. Di questi, un miliardo è stato garantito da UNIFIDI.
Alessandro Carpinella, partner di KPMG, ha sottolineato come i Confidi siano stati in prima linea nelle fasi centrali della crisi al fianco delle imprese, costituendo un solido punto di riferimento per i rapporti di queste ultime con il Sistema bancario: un numero inferiore di Confidi con più consistenti patrimoni ha generato maggiori volumi operativi. Con un impianto organizzativo più composito, un il bacino di riferimento più esteso, i Confidi sono oggi in grado di offrire alle imprese una vasta gamma di servizi qualificati e si sono accreditati come interlocutori rappresentativi per le Istituzioni di riferimento. In particolare, ha affermato il relatore, citando un’estesa ricerca svolta a livello internazionale sui sistemi di garanzia in essere, si è constatato che i piccoli consorzi che agiscono a livello comunale fanno riferimento ai Comuni, mentre i consorzi che agiscono a livello regionale fanno riferimento, ad esempio ai Laender in Germania o alle Regioni in Italia, così come si è rilevato che la maggior efficacia è data dai confidi collegati agli enti pubblici locali che riconoscono nei confidi il loro interlocutore privilegiato per l’accesso al credito delle imprese in una sinergia pubblico-privato volta ad ottenere positivi risultati per le imprese e l’occupazione.
Catia Iori -presentando la ricerca commissionata da UNIFIDI a PMS Group – ha evidenziato come le imprese hanno percepito l’attività di UNIFIDI nel sostenerle per affrontare la crisi, e come le imprese chiedano ad UNIFIDI un’intensificazione del rapporto.
Il Presidente della Confartigianato regionale Marco Granelli e il Segretario della CNA regionale Gabriele Morelli sono intervenuti riaffermando il condiviso apprezzamento per l’attività svolta da UNIFIDI, di cui le Associazioni sindacali sono state promotrici, ed hanno auspicato un’ulteriore qualificazione ed efficienza e delle strutture (filiali ed agenzie), nonché, per quanto possibile, una maggiore diversificazione della gamma di prodotti e servizi finanziari offerti alle imprese socie. I dati di bilancio di UNIFIDI sono significativi del ruolo imprescindibile che il Consorzio regionale sta svolgendo per favorire l’accesso al credito delle imprese. Dopo l’operatività record del 2010 è continuato anche nel primo trimestre 2011 il trend di crescita del numero di domande e di finanziamenti garantiti: secondo CNA e CONFARTIGIANATO, in questa prospettiva decisivo sarà anche il ruolo che vorrà interpretare la Regione perché, dopo la positiva esperienza del Fondo di Co-garanzia, occorre fare un’attenta riflessione sulle modalità di sostegno futuro ai Confidi e sulla razionalizzazione della filiera della garanzia, alla luce anche delle proposte di riforma del Ministero dell’economia relative al Fondo Centrale di Garanzia del Mediocredito, che CNA e CONFARTIGIANATO regionali, con un documento congiunto, hanno duramente denunciato.
A conclusione del Convegno, l’Assessore regionale alle Attività produttive Giancarlo Muzzarelli, ha ricordato che politiche regionali mettono in primo piano l’impegno per il lavoro e le imprese, in un periodo economico che vede la regione Emilia Romagna con un PIL dell’1,4% e un dato dell’ export del 16%, e nel contempo, con un tasso di disoccupazione ancora molto elevato (5,7%) e con ancora 59.000 lavoratori in Cassa integrazione: proprio per il sostegno alle imprese, viene ribadita l’importanza del credito nelle politiche regionali e nelle iniziative assunte a favore dei Confidi.
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