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Rapporto sulla stabilità finanziaria – Banca d’Italia novembre 2014

14 novembre 2014  |   Area: Libreria

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Crescono i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalla debole crescita e dalla bassa inflazione… Nell’area dell’euro aumentano i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalla perdita di vigore della crescita e dai persistenti bassi livelli di inflazione. Il protrarsi della fase di stagnazione avrebbe ripercussioni negative sul sistema finanziario e sui conti pubblici. Valori eccessivamente ridotti dell’inflazione rendono più difficoltoso il processo di riassorbimento del debito, pubblico e privato, e implicano un inasprimento delle condizioni monetarie, con effetti negativi su consumi e investimenti.

…e torna ad aumentare la volatilità dei mercati - Le prospettive di crescita dell’area dell’euro sono rese più incerte dalla fragilità e dall’eterogeneità della ripresa economica mondiale. I mercati finanziari appaiono esposti a repentini rialzi della volatilità, come accaduto intorno alla metà di ottobre per l’aggravarsi dei timori sulle condizioni politiche e finanziarie in Grecia.

In Italia il mercato immobiliare è ancora debole, in linea con le condizioni dell’economia - Il sostenuto incremento dei prezzi degli immobili registrato in alcuni paesi europei ha indotto le rispettive autorità macroprudenziali ad attivare, o ad annunciare, misure volte a contenere i rischi per la stabilità finanziaria che tali andamenti potrebbero comportare. In Italia prosegue la fase di debolezza del mercato delle abitazioni, in linea con le condizioni dell’economia.

È stato rivisto il profilo temporale del riequilibrio dei conti pubblici - Il peggioramento del quadro congiunturale e la necessità di non gravare sulla modesta ripresa della domanda interna hanno indotto il Governo italiano a rendere più graduale il riequilibrio delle finanze pubbliche. In prospettiva, alla sostenibilità del debito contribuisce la dinamica delle principali voci di spesa, che rimane contenuta; la velocità di aggiustamento del rapporto tra debito pubblico e PIL dipenderà soprattutto dal ritmo di crescita del prodotto nominale.

Sono proseguiti gli afflussi di capitali privati - Nei primi sette mesi dell’anno gli investimenti dall’estero in attività finanziarie italiane sono rimasti sostenuti. La posizione debitoria della Banca d’Italia sul sistema dei pagamenti TARGET2 è migliorata. Il saldo passivo si è successivamente ampliato, anche a causa di fattori tecnici, tra cui la politica di emissioni del Tesoro che non ha rinnovato tutti i titoli in scadenza, dato il livello già elevato delle proprie disponibilità liquide.

Le condizioni finanziarie delle famiglie sono solide - In presenza di una debole dinamica del reddito, alla modesta ripresa dei consumi delle famiglie ha corrisposto una flessione del risparmio. La ricchezza finanziaria è aumentata per effetto dell’incremento dei prezzi dei titoli in portafoglio. I bassi tassi di interesse contribuiscono a mantenere contenuta la vulnerabilità delle famiglie indebitate; secondo nostre valutazioni la quota dei nuclei familiari finanziariamente fragili crescerebbe in misura limitata anche a fronte di shock macroeconomici severi e di rialzi dei tassi.

Aumenta l’eterogeneità delle condizioni finanziarie tra le imprese - Il protrarsi della debolezza dell’economia costituisce il principale fattore di rischio per le imprese. È in atto un graduale riequilibrio della struttura finanziaria: si riduce il debito e aumenta il ricorso al mercato. Tra le aziende più grandi e tra quelle maggiormente orientate ai mercati esteri sono inoltre emersi segnali di miglioramento delle condizioni economiche. Le piccole imprese, in media meno patrimonializzate, restano più esposte ai rischi derivanti dalla congiuntura e dalle difficoltà di accesso al credito.

I risultati dell’esercizio di valutazione approfondita dei bilanci mostrano carenze di capitale per Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige… Il 26 ottobre sono stati diffusi i risultati dell’esercizio di valutazione approfondita dei bilanci delle maggiori banche dell’area dell’euro (comprehensive assessment), propedeutica all’avvio del Meccanismo di vigilanza unico. Per Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige lo stress test ha rilevato esigenze di rafforzamento patrimoniale pari nel complesso a 2,9 miliardi (0,2 per cento del PIL). I due intermediari hanno già annunciato aumenti di capitale e hanno presentato i piani di ricapitalizzazione alle autorità di vigilanza.

…ma confermano la solidità del sistema bancario italianonel suo complesso - I risultati mostrano una tenuta complessiva dei bilanci delle banche oggetto dell’esercizio, nonostante le forti tensioni cui sono stati sottoposti negli ultimi anni.

Le condizioni di liquidità delle banche si sono rafforzate - Le condizioni di liquidità delle banche italiane si sono ulteriormente rafforzate nel corso dell’estate, beneficiando del miglioramento dei mercati finanziari e della crescita dei depositi. Sui mercati all’ingrosso la raccolta obbligazionaria netta è rimasta positiva anche per le banche di media dimensione. È in crescita il volume di attività stanziabili prontamente disponibili, pur a fronte di una riduzione dell’ammontare delle obbligazioni bancarie garantite dallo Stato. La Banca d’Italia ha emanato nuove misure che ampliano la gamma dei prestiti bancari utilizzabili a garanzia presso l’Eurosistema.

L’incertezza sulle prospettive economiche condiziona ancora la ripresa del credito alle imprese - Prosegue, pur attenuandosi, la contrazione dei prestiti, riflettendo la debolezza dell’economia. In base a nostre proiezioni, i prestiti alle società non finanziarie continuerebbero a diminuire anche nel 2015, seppur con un’intensità progressivamente decrescente. La contrazione dei mutui alle famiglie dovrebbe invece interrompersi già nel primo trimestre del prossimo anno.

Si attenua il deterioramento della qualità dei prestiti… Nella prima metà del 2014 il flusso di nuovi prestiti deteriorati, in rapporto ai crediti in bonis, è ulteriormente diminuito. Il calo ha riguardato anche le nuove sofferenze, soprattutto quelle relative ai finanziamenti alle imprese; secondo informazioni preliminari i flussi di nuove sofferenze sarebbero stabili negli ultimi mesi.

…e migliorano i tassi di copertura dei crediti deteriorati - Il tasso di copertura dei prestiti deteriorati (il rapporto tra le rettifiche e l’ammontare lordo delle esposizioni deteriorate) è aumentato. Ciò può favorire la cessione e la cancellazione dei prestiti in sofferenza dai bilanci delle banche. Alcuni tra i principali gruppi hanno avviato operazioni che dovrebbero condurre allo smobilizzo di prestiti deteriorati per importi rilevanti. La consistenza di tali crediti rimane tuttavia elevata nel confronto internazionale.

I rischi del settore assicurativo sono contenuti - Per il settore assicurativo italiano sia il rischio derivante dal basso livello dei tassi di interesse sia quello di liquidità sono modesti. I principali gruppi assicurativi intendono ulteriormente diversificare i loro portafogli attraverso un aumento degli investimenti in titoli emessi dalle imprese private. Il proseguimento del calo delle richieste di riscatto da parte dei sottoscrittori di polizze, soprattutto nei rami tradizionali, ha indotto le compagnie a ridurre le componenti più liquide dell’attivo.

La liquidità dei mercati italiani resta buona, nonostante la volatilità - Le condizioni di liquidità dei mercati finanziari italiani si mantengono buone, nonostante il temporaneo aumento della volatilità che ha interessato il mercato azionario e, in misura minore, quello dei titoli di Stato nella seconda metà di ottobre. Gli scambi sono rimasti elevati; l’indicatore del rischio sistemico di liquidità resta su valori contenuti. L’introduzione di tassi negativi sui depositi presso l’Eurosistema non ha avuto conseguenze sfavorevoli sull’ordinato funzionamento dei mercati monetari.