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Bollettino Economico Banca d’Italia n. 2 di Aprile 2015

21 aprile 2015  |   Area: Libreria

Il commercio mondiale si rafforza ma il quadro geopolitico resta incerto

L’attività economica si consolida negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Giappone, mentre si indebolisce in alcune economie emergenti. Per il 2015 è attesa una lieve accelerazione del commercio mondiale. Il prezzo del petrolio, pur leggermente risalito dai minimi toccati a metà gennaio, rimane basso anche in prospettiva. L’incertezza riguardo alla situazione della Grecia e ai conflitti in Ucraina, in Libia e in Medio Oriente resta elevata, anche se non si è finora riflessa sulle condizioni dei mercati finanziari internazionali.

Si sono avviati gli acquisti di titoli pubblici da parte dell’Eurosistema…

È stato ampliato ai titoli pubblici il programma di acquisto dell’Eurosistema. Si prevedono complessivamente acquisti per 60 miliardi di euro al mese almeno sino alla fine di settembre del 2016, e comunque fino a quando non si verifichi un aggiustamento duraturo dell’inflazione nell’area coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi (un tasso di inflazione inferiore ma prossimo al 2 per cento nel medio periodo). Il programma è volto a scongiurare i rischi di un prolungato periodo di bassa inflazione; andrà portato avanti con decisione e pienamente attuato.

…con effetti positivi sui mercati

Il programma ha già avuto effetti significativi sui mercati finanziari e valutari: sulla scadenza decennale i rendimenti dei titoli di Stato hanno raggiunto un nuovo minimo storico (0,6 per cento, nella media dell’area) e l’euro si è deprezzato (del 15 per cento nei confronti del dollaro dal novembre 2014). Le aspettative di inflazione, in continua caduta fino all’inizio di gennaio, si sono stabilizzate e hanno segnato un primo miglioramento.

Sono ancora in corso le trattative sull’aggiustamento macroeconomico in Grecia

L’Eurogruppo si è espresso a favore della richiesta del governo greco di un’ulteriore proroga per completare il programma macroeconomico di aggiustamento, al quale sono condizionate misure di sostegno da parte delle istituzioni europee. Tuttavia le trattative sono in corso da oltre un mese e l’incertezza sul loro esito resta elevata. Il governo greco si è impegnato a completare il processo di riforma, a rispettare gli impegni nei confronti dei creditori e a garantire la sostenibilità del debito pubblico. Un programma dettagliato delle misure da realizzare dovrebbe essere concordato entro aprile; il raggiungimento di un accordo nei tempi stabiliti è nell’interesse comune.

In Italia sono emersi segnali più favorevoli, che devono ancora consolidarsi

In Italia si sono intensificati i segnali congiunturali favorevoli, anche se deve ancora consolidarsi il riavvio del ciclo economico. Nell’ultimo trimestre del 2014, pur a fronte di una stazionarietà del prodotto, i conti nazionali confermano l’espansione dei consumi delle famiglie, l’accelerazione delle esportazioni e segnalano una lieve ripresa dell’accumulazione di capitale, in particolare per macchinari e mezzi di trasporto. Nei primi mesi dell’anno in corso l’andamento dell’attività industriale è ancora incerto, ma si riscontra un netto miglioramento della fiducia di famiglie e imprese.

Le prospettive dell’occupazione sarebbero in lieve miglioramento

Benché nel quarto trimestre il numero degli occupati sia leggermente diminuito, risentendo del calo nelle costruzioni, nel bimestre gennaio-febbraio l’occupazione si è stabilizzata; il tasso di disoccupazione si è lievemente ridotto riflettendo tuttavia la minor partecipazione al mercato del lavoro. Nei più recenti sondaggi, famiglie e imprese prefigurano per i prossimi mesi un lieve miglioramento delle prospettive occupazionali, a cui potrebbero aver concorso gli sgravi contributivi introdotti in gennaio e la disciplina prevista dal Jobs Act, in vigore da marzo.

La dinamica dei prezzi resta debole

Nei primi mesi del 2015 l’inflazione al consumo è stata pressoché nulla, per effetto soprattutto di una dinamica negativa dei prezzi dei beni energetici e del debole aumento delle componenti di fondo; dalle inchieste svolte presso le imprese è emerso tuttavia qualche primo segnale positivo, connesso a valutazioni di minore debolezza della domanda.

In Italia il programma di acquisto di titoli si è riflesso positivamente sui mercati finanziari…

Nell’ambito del piano di acquisto dell’Eurosistema i titoli di Stato italiani che saranno comprati dalla Banca d’Italia ammonteranno a circa 130 miliardi; includendo le operazioni della BCE, gli acquisti complessivi di titoli pubblici del nostro paese saranno pari a circa 150 miliardi. Le condizioni dei mercati finanziari italiani sono migliorate sensibilmente già dall’annuncio, lo scorso 6 novembre, dell’inizio dei lavori preparatori per il programma. Si sono ridotti i rendimenti dei titoli di Stato, i premi per il rischio sul debito sovrano e privato e quelli sui credit default swap delle maggiori banche. Il rendimento del BTP decennale è sceso di 1,2 punti percentuali, dal 2,5 all’1,3 per cento, tra l’annuncio dei lavori preparatori per il piano e il suo avvio e, in seguito, è ri-masto appena al di sotto dell’1,3 per cento. I corsi azionari hanno registrato marcati rialzi; la loro volatilità è diminuita.

…e potrà fornire un impulso all’attività economica

L’ampliamento del programma di acquisto di titoli può imprimere un impulso all’attività economica quantificabile, in base all’impatto sui tassi di interesse e sul cambio, in oltre un punto percentuale di PIL nel biennio 2015-16. Nel complesso, in uno scenario di piena attuazione del piano, la crescita del prodotto in Italia potrebbe essere superiore allo 0,5 per cento quest’anno e attorno all’1,5 il prossimo. A tali effetti se ne possono aggiungere altri, di non facile quantificazione, qualora un aumento generalizzato dei prezzi delle attività, dovuto al riequilibrio dei portafogli, fornisca ulteriori incentivi a consumi e investimenti. Al prodotto contribuisce, per circa mezzo punto nel biennio, anche la riduzione del prezzo del petrolio verificatasi dalla metà dell’anno scorso. Resta però essenziale un consolidamento della fiducia di famiglie e imprese.

Proseguono i segnali di miglioramento delle condizioni del credito

Le banche italiane stanno completando il recepimento nei bilanci dei risultati del comprehensive assessment. Secondo i sondaggi le condizioni di offerta del credito alle imprese sono ulteriormente migliorate, ma rimangono differenziate per dimensione aziendale e settore di attività economica. I tassi attivi medi sono scesi, benché restino superiori ai corrispondenti valori per l’area dell’euro; è verosimile che si riducano ancora nei prossimi mesi per effetto del calo dei rendimenti di mercato. Prosegue tuttavia la flessione dei finanziamenti alle imprese; si è sostanzialmente arrestata quella dei prestiti alle famiglie. Le banche italiane hanno fatto ampio ricorso alla terza operazione mirata di rifinanziamento a più lungo termine, che può favorire l’espansione del credito all’economia.

Il Governo ha presentato il DEF

Nel 2014, nonostante la contrazione del prodotto, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è rimasto pressoché stabile, al 3,0 per cento del PIL. Nei programmi del Governo presentati nel Documento di economia e finanza 2015 l’indebitamento netto scenderebbe al 2,6 per cento nel 2015 e all’1,8 nel 2016; al netto degli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum, di-minuirebbe dallo 0,7 allo 0,5 quest’anno, allo 0,4 il prossimo e raggiungerebbe il pareggio nel 2017. Il rapporto tra debito e prodotto inizierebbe a ridursi dal 2016.

Al sostegno della domanda si devono accompagnare azioni mirate a innalzare il potenziale di crescita

L’uscita dell’Italia dalla lunga recessione richiede misure incisive dal lato sia della domanda sia dell’offerta. L’impulso fornito dalle politiche macroeconomiche si è accentuato significativamente negli ultimi trimestri e ha creato i presupposti per una ripresa della domanda interna, oltre a consolidare i benefici di quella estera. Per sostenere la crescita nel medio termine e conseguire un aumento duraturo dell’occupazione è però indispensabile un rilancio del prodotto potenziale. A tale scopo è essenziale proseguire nell’azione di riforma: il miglioramento del contesto normativo e delle condizioni per investire può incidere sulla capacità delle imprese italiane di rispondere e adattarsi con successo ai cambiamenti strutturali in atto nell’economia mondiale.